Modellare gli Organi con l'Ecocardiografia Tridimensionale

modello della valvola mitrale ottenuto con Eco-3D (orig. Vito Marangelli, 2010)
Esiste un'area 'trendy' in Medicina nella quale sono personalmente impegnato che si interessa dello studio degli organi utilizzando le immagini ottenute nel paziente con metodiche di imaging avanzate. L'immagine riprodotta qui accanto è stata da me ottenuta nel Laboratorio di Ecocardiografia della Cardiologia Universitaria  presso il Policlinico di Bari utilizzando le immagini ecocardiografiche 3D in tempo reale acquisite con un ecocardiografo Philips Medical IE33 e il software di analisi QLab. Qualche giorno fa il paziente è stato sottoposto a un esame ecocardiografico transesofageo, un esame che non può certo essere definito gradevole, ma che consente di studiare le strutture del cuore con il massimo del dettaglio oggi possibile in ecocardiografia, ovvero utilizzando degli innocui ultrasuoni. Niente raggi X, niente elevati campi magnetici, niente mezzi di contrasto con potenziali reazioni allergiche.
La novità di queste metodiche tridimensionali consiste nel fatto che, partendo dalle immagini reali ottenute nello specifico paziente, è possibile ottenere con un software di analisi appositamente creato un modello ugualmente tridimensionale dell'organo in studio che può essere ruotato nello spazio e analizzato nei suoi dettagli. Questa applicazione di realtà virtuale ha un grande vantaggio: si possono ottenere tutte le misure dell'organo che sono utili per pianificare i problemi e gli eventuali trattamenti terapeutici possibili  per risolvere i problemi dell'organo stesso. Nel caso specifico si tratta della valvola mitrale e il software è denominato MVQ (Mitral Valve Quantification) e produce un report finale con distanze e angoli dei diversi elementi dell'apparato mitralico. Per chi desidera maggiori dettagli consiglio di guardarsi http://www.healthcare.philips.com/it_it/products/ultrasound/systems/ie33/index.wpd/Details/Gallery.
L'importanza dello studio quantitativo della valvola mitralica sta nel fatto che, soprattutto nello scompenso cardiaco, patologia sempre più frequente purtroppo, la valvola non funziona più correttamente producendo l'insufficienza mitralica che è il passaggio di sangue in senso retrogrado, cioè contrario a quello normale, durante la contrazione del ventricolo sinistro. Tecnicamente noi diciamo che 'i lembi non coaptano', non si chiudono correttamente e si forma un'area di rigurgito (è una pessima traduzione italiana del termine inglese 'regurgitation'') che è quello spazio nero che vi vede nel modello tra i lembi che formano il cono mitralico).
Sono convinto che questi metodi aprono la strada allo studio fisiopatologico della meccanica cardiaca, cioè alla gestione della malattia attraverso dati reali dello specifico paziente e non più a una astratta classificazione della malattia basata su classi 'statistiche'.

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